Ostriche Per un San Valentino Afrodisiaco?

Oyster 03«Preparato del punch, ci divertimmo a mangiare le ostriche scambiandole quando già le avevamo in bocca. Lei mi presentava sulla sua lingua la sua nello stesso momento in cui io le imboccavo la mia; non esiste gioco più lascivo; più voluttuoso tra due innamorati, è anche comico, e il comico non guasta nulla, poiché le risa sono fatte soltanto per gli esseri felici. Quale salsa è quella di un’ostrica che bevo dalla bocca dell’oggetto che adoro! È la sua saliva. Impossibile che la forza dell’amore non aumenti quando la schiaccio, quando l’inghiotto».

È convinzione molto antica e radicata che alcuni alimenti possano influire sulla sfera sessuale, ai fini di aumentare il desiderio e migliorare le prestazioni, soprattutto quelle maschili. Tuttavia, quando Giacomo Casanova scriveva queste righe, si ignorava che la contaminazione dei cibi potesse causare dei problemi. Viceversa, oggigiorno, oltre a sapere che la maggior parte degli afrodisiaci “naturali” hanno la validità scientifica di un placebo, si conoscono i rischi derivanti dall’inquinamento delle acque e dalla cattiva conservazione degli alimenti.

Le ostriche sono molluschi bivalvi che vivono filtrando l’acqua di mare allo scopo di trattenere i nutrimenti necessari al loro sostentamento. Esse offrono l’ambiente adatto al virus dell’epatite A e del vibrione del colera che si trasmette mediante l’ingestione di acqua o cibo contaminati da residui fecali.

Forse le ostriche non sono un cibo quotidiano ma le vongole e le cozze, che appartengono al medesimo ordine, presentano gli stessi rischi. È importante sapere che molti degli allevamenti da cui provengono le vongole sono illegali. Le ragioni variano: dallo sfruttamento di tratti di costa marina in prossimità di zone industriali, dal mancato rispetto delle condizioni igieniche di sicurezza, all’impiego di forza lavoro non ufficiale. Si calcola che per questo, ogni mese, nel nostro Paese, vengano sequestrate almeno quattro tonnellate di vongole. Ciononostante il business rende e il loro consumo si aggira attorno alle 20 tonnellate all’anno.

Da un punto di vista culturale, è probabile che le ostriche, così come altri rimedi folkloristici (il corno del rinoceronte, i serpenti e alcune parti dello squalo), derivino il loro potere dalla somiglianza con gli organi genitali. Inoltre, la tradizione vuole che questi molluschi vengano accompagnati da abbondante champagne che, inevitabilmente, riscalda l’organismo, eccita il sistema nervoso e stimola la fantasia. È dunque ragionevole supporre che i presunti effetti afrodisiaci dipendano dell’ebbrezza e dalle illusioni causate dal vino.

In generale, i dati scientifici a supporto dell’utilizzo di “afrodisiaci naturali” sono deboli o persino nulli. Assieme ad alcuni farmaci clinicamente testati, esistono nel mondo animale e vegetale alcuni rimedi in grado di aumentare o “solidificare” il desiderio sessuale, come alcuni insetti o scorpioni. Tuttavia, in entrambi i casi, i rischi associati al loro consumo sottolineano la necessità di proseguire gli studi e le analisi in laboratorio.

Per stimolare la libido è sufficiente creare l’atmosfera giusta come faceva abilmente il maestro Casanova. Dal tatto, alla vista, passando per gusto, olfatto ed udito, è possibile liberare la propria fantasia, mettendo a proprio agio il partner nell’intimità. E se proprio non volete rinunciare alle ostriche, il consiglio è quello di verificare sempre l’integrità della confezione, la presenza di un marchio sanitario e che siano state mantenute in un ambiente refrigerato, se non volete un rischiare appuntamento al pronto-soccorso o una disonorevole fuga.

Elena Cadel
Psicologa ambientale, attualmente svolge il dottorato di ricerca presso l’università Bicocca di Milano sul tema alimentazione, cultura e sostenibilità.  Collabora con thebigfood curando la sezione Salute & Ambiente.

Bibliografia
Carnazzi, S. (2009). 100 domande sul cibo. Manuale di sopravvivenza tra il supermercato e la tavola. Edizioni Ambiente, Milano

Casanova, G. Histoire de ma vie, Robert Laffont, coll. “Bouquins”, Parigi,1993. Trad. it. Storia della mia vita, a cura di Pietro Chiara, Mondadori, Milano, 1964-1965. (op. cit, vol 4, cap IV, pp. 758-759).
Sandroni, P. (2001). Aphrodisiacs past and present: A historical review. Clinical Autonomic Research, 11, 5, pp 303-307
Shamloul, R. (2011) Natural Aphrodisiacs. Journal of Sexual Medicine, 7, pp 39-49

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3 risposte a “Ostriche Per un San Valentino Afrodisiaco?

  1. Ti svelo un segreto: io, durante uno dei miei tanti viaggi in Svizzera con un’azienda per cui lavoravo, ho divorato, in un ristorantino, circa 40 ostriche in un colpo solo! Ma non sapevo che fossero così pericolose per il nostro organismo! Ahimè! Saluti. Daniela

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