Caramelle Jelly Belly

Mi ricordo nitidamente ogni particolare: avevo 8-9 anni al massimo, l’amica giramondo di mia madre, di ritorno dagli Stati Uniti, mi regalò un’enorme confezione di Jelly Belly. Le sbafai quasi tutte in un pomeriggio, combattuto tra sensi di colpa lancinanti e la consapevolezza che avevo a che fare, probabilmente, con le migliori caramelle che si fossero mai viste sulla faccia della Terra.

Dopo un lungo periodo di astinenza forzata, ho scoperto che le Jelly Belly si trovano oggi senza difficoltà anche a Milano. Nei supermercati Pam si possono comprare in versione Smoothie Blend, 5 diversi abbinamenti a base di frutta (2,40 euro circa) in un comodo sacchetino richiudibile. Sugli scaffali del food store de La Rinascente svetta invece un grandissimo classico – il mix dei 50 gusti originali Jelly Belly (al modico prezzo di 7,50 euro).

Il punto di forza dei panciuti confettini gelatinosi made in U.S.A. è il sapore naturale e netto. Ogni singolo gusto si potrebbe riconoscere ad occhi chiusi: l’arancia sa proprio di arancia, l’anguria sa proprio d’anguria, il mirtillo sa proprio di mirtillo, lo zucchero filato sa proprio di zucchero filato (!), il pop corn sa proprio di pop corn (!), la margarita sa proprio di margarita (!) e così via verso l’infinito e oltre. Il grado zuccherino è alto, però la cosa funziona come con le ciliegie – una Jelly Belly tira l’altra, non c’è verso.

Le Jelly Belly vanno al di là delle semplici caramelle, oltreoceano sono un vero e proprio mito. Non solo grazie alla bontà e alla fantasia dell’assortimento (rinnovato ogni anno con nuovi ingressi) ma anche perché hanno potuto contare nel passato su un insospettabile testimonial d’eccezione – Ronald Regan.

Il quarantesimo presidente degli Stati Uniti era un jelly-fanatico, esigeva di avere sempre a disposizione una scorta di Jelly Belly nello Studio Ovale e sull’Air Force One; durante i suoi due mandati il regalo ufficiale per le visite di stato era un elegante vaso di caramelline assortite, ambito da diplomatici e capi di governo. Nel 1983 Regan, addirittura, decise di inviare una confezione di Jelly Belly nello spazio come sorpresa per gli astronauti della missione Challenger in orbita intorno al Globo. Dici poco: the first jelly bean in outer space.

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Jelly Belly, un mito americano. 7,5

Giacomo Robustelli

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