Più Intelligenti Grazie Al Pesce?

Spine, odore pungente e consistenza viscida, se consumato a crudo. Se aggiungiamo che non è facile da cucinare ed è pure caro, non ci si deve stupire se il pesce non compare spesso sulle nostre tavole. Tuttavia, ci ripetono che fa bene alla salute, contiene fosforo, che aiuta la memoria, e che è pure dietetico. «Mangia il pesce, che diventi intelligente!» diceva mia madre, nel tentativo di persuadermi davanti ad un piatto di nasello bollito. Risultati eclatanti non si sono visti, forse perché dividevo il piatto con il gatto, l’unico estimatore di casa del pesce lesso. Il dubbio, però, è rimasto: il pesce fa davvero bene al cervello?

Sebbene il legame tra consumo di fosforo e aumento della capacità mnemonica sia privo di fondamento scientifico, recenti studi nel campo delle neuroscienze hanno evidenziato il ruolo del pesce nello sviluppo cerebrale. Ebbene sì: il pesce fa davvero bene al cervello.

In breve, da un punto di vista storico-evolutivo, sembra che il consumo di olio di pesce sia stato uno dei fattori che ha permesso all’homo sapiens di sviluppare un cervello più efficiente, stimolando l’aumento della massa cerebrale. Questo è possibile perché il nostro cervello è formato per buona parte da grassi (50-60%), nei quali sono compresi gli acidi grassi polinsaturi, meglio conosciuti come omega 3 e 6, abbondantemente presenti in alcuni tipi di pesce. Queste molecole formano la struttura delle membrane cellulari, compresa quella dei neuroni, e sono quindi fondamentali per il funzionamento corretto del cervello.

Non solo, le ultime ricerche hanno scoperto che una maggiore assunzione di un tipo di omega 3, il DHA (acido docosaesaenoico), una delle componenti della membrana neuronale, promuove la plasticità sinaptica, ovvero stimola nuovi collegamenti tra i neuroni, favorendo così l’apprendimento.

Gli acidi grassi omega 3 sono dei composti che il nostro organismo non è in grado di produrre ma deve necessariamente assumere con l’alimentazione. Non solo fanno bene al cervello ma aiutano anche l’organismo a produrre degli ormoni che rafforzano il sistema immunitario, riducono l’infiammazione, controllano la coagulazione del sangue e i livelli di trigliceridi.

Dove si trovano i grassi omega 3? Nell’olio di lino e nei suoi semi, nell’olio di colza (oli che devono essere consumati crudi), nelle noci, nelle alghe e, ovviamente, nel pesce.

Attenzione però, non tutti i pesci contengono le stesse quantità di grassi. I più ricchi sono il salmone di allevamento, l’acciuga, l’aringa (atlantica), lo sgombro (atlantico), la sardina, il salmone naturale e la trota. Il primo lo sconsiglio fortemente, visti i metodi di acquacoltura (vi rimando per un approfondimento ad un articolo in inglese, uscito recentemente  su The Guardian). Inoltre, dato che molte specie ittiche sono a rischio di estinzione, è preferibile scegliere prodotti a marchio MSC (Marine Stuardship Council), Bioland o Naturland che certificano la qualità dei loro prodotti (a fondo articolo alcunii link per sapere quali sono i pesci più sostenibili).

Per fortuna, gli acidi grassi omega 3 si accumulano nel nostro corpo e non dobbiamo ingozzarci di pesce nella speranza di diventare più intelligenti. Gli esperti della salute raccomandano di mangiarne una porzione abbondante (non vale fare a metà con il gatto) un paio di volte alla settimana. A quanto pare, le nostre nonne la sapevano lunga.

Elena Cadel
Psicologa ambientale, attualmente svolge il dottorato di ricerca presso l’università Bicocca di Milano sul tema alimentazione, cultura e sostenibilità.  Collabora con thebigfood curando la sezione Salute & Ambiente.

Bibliografia

Carnazzi, S. (2009). 100 domande sul cibo. Manuale di sopravvivenza tra il supermercato e la tavola. Edizioni Ambiente, Milano.
Gómez-Pinilla, F. (2008). Brain foods: The effects of nutrients on brain function. Nature Reviews Neuroscience, 9, pp. 568-578.
McCann, J. C. & Ames, B. N. (2005). Is docosahexaenoic acid, an n‑3 long-chain polyunsaturated fatty acid, required for development of normal brain function? An overview of evidence from cognitive and behavioral tests in humans and animals. American Journal of Clinical Nutrition, 82, pp. 281–295.
Villarini, A., Allegro, G. (2009). Prevenire i tumori mangiando con gusto. A tavola con Diana. Sperling & Kupfer, Milano.

Per approfondire
The Guardian
WWF
Slow Food

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6 risposte a “Più Intelligenti Grazie Al Pesce?

  1. Grazie =)
    Per fortuna l’intelligenza non dipende solo dall’alimentazione! Per esempio, chi fosse allergico al pesce può sempre confidare nelle noci. è sufficiente una piccola porzione (30gr) giornaliera. Attenzione solo al guscio, se è tanto bianco è meglio non comprare. I prodotti utilizzati come sbiancanti non sono acqua di rose e il guscio non è impermeabile!

  2. Io mangio quotidianamente 3 o 4 noci e pesce due o tre volte la settimana. Bell’articolo, brava. Ciao a presto. Daniela

  3. Riferendomi al mio precedente commento, non è che sia più intelligenti degli altri, è che le noci e il pesce fanno parte della mia dieta e questo articolo conferma quanto questi alimenti siano salutari per il benessere fisico e mentale. Ciao Elena. Daniela

  4. MSC è poco diffuso in Italia. Molto più facile da trovare è Friend of the Sea, ed è ugualmente valido come certificatore. Vi consiglio anche questo interessante sito: http://www.consumaregiusto.it dove sono raccolte molte informazioni sulla sostenibilità e una interessante guida per il consumatore.

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