Mieli Thun

Se in Italia si inizia a parlare di “mieli” e non di “miele” lo si deve ad un rivoluzionario produttore della Val di Non, Andrea Paternoster, fondatore dell’azienda Mieli Thun. In un desolato mercato italiano che richiedeva un prodotto standardizzato e monocolore Paternoster è riuscito a elevare i mieli ad ingredienti d’alta cucina.

Prima del suo arrivo nella scena gastronomica italiana erano solo gli appassionati a sapere come nasce il miele e che il suo gusto, consistenza e profumo variano radicalmente a seconda dei fiori di cui si nutrono le api. Thun è riuscita in questo decennio ad aprire gli occhi anche al grande pubblico, valorizzando le diverse caratteristiche dei mieli monofloreali e facendone apprezzare peculiarità e caratteristiche.

Per riuscire ad ottenere questo risultato Paternoster ha dato vita alla cosiddetta “apicoltura nomade”, ovvero ha iniziato a spostare le sue api in varie regioni d’Italia, seguendo l’onda delle diverse fioriture su tutto il territorio nazionale: dal Parco dell’Adamello per il miele al rododendro fino alla piana del Metaponto in Basilicata per quello all’arancio.

Nel 2005, con il lancio della linea Quintessenza, prodotta a partire dal nettare delle api nel momento di massima fioritura, Paternoster  ha creato un prodotto d’eccellenza, apprezzato e riconosciuto anche oltre i confini nazionali. Tra gli estimatori di Thun e dei suoi mieli figurano pasticceri e maitre chocolatier dell’altezza di Paul de Bondt e Alfredo Russo, così come grandi chef internzionali del calibro nientemeno che di Ferran Adrià.

Questi mieli si trovano ormai in un numero sempre crescente di negozi gastronomici, come nei milanesi Eat’s Store, Eataly e LaRinascente Foodstore. I prezzi variano da circa 5 euro per vasetti da 250 gr fino a raggiungere e superare i 10 euro per i mieli più rari e difficili da produrre, come ad esempio quello (amaro) di Corbezzolo.

L’attenzione mediatica e  il successo fra i cosumatori dell’azienda di Paternoster sta dando vita ad un periodo di rinascimento dei mieli. Un bene da difendere dall’invasione straniera che , ancora oggi, occupa oltre la metà del mercato nazionale con prodotti di scarsa qualità. Come è successo per il vino, l’olio e altri prodotti d’eccellenza italiana, anche il miele inizia ad essere riconosciuto nelle sue caratteristiche e peculiarità.

Per approfondire il tema:
Sito web: Mieli Thun
Libro: Dizionario dei mieli nomadi, Corraini Edizioni, 14 euro.

Federica Pallavicini

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4 risposte a “Mieli Thun

  1. Per ora ne abbiamo provato due della linea, meritano davvero! In generale acquistiamo questi insieme a quelli valtellinesi (Oliver Gatti su tutti): Discorso a parte per il raro miele di corbezzolo che facciamo arrivare direttamente da Villacidro (Sardegna). Comunque il destino di Thun era già scritto nel cognome, concordo 😉

  2. Pingback: L’Insolita Zuppa – Morbegno (SO) « Thebigfood·

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