“I Ribelli del Bitto” a Milano

formaggiobitto_chisiamoQuella del Bitto Storico è una causa buona, pulita e giusta. Chi ci segue sa bene quanto sia forte il nostro appoggio ai cosiddetti Ribelli del Bitto, un manipolo di produttori che testardamente vuole continuare a caseificare come (e dove) si è sempre fatto. Un’ottima occasione per scoprire questo straordinario formaggio – e le vicende che ruotano intorno ad esso – è la presentazione a Milano (il 15 dicembre alle 18.30) del libro di Michele Corti Ribelli del Bitto. Quando una tradizione casearia diventa eversiva.

«Perchè lo fanno? Perchè questo gruppo di malagri valtellinesi da anni si rifiuta di assecondare le indicazioni delle istituzioni – consorzi, assessorati, sindaci, ministero – e rivendica orgogliosamente la sua diversità?». Con questo interrogativo parte il volume edito da Slow Food Editore. Un interessante saggio che racconta (con dovizia di particolari) i metodi di produzione, la storia, le battaglie politiche e culturali che ruotano intorno al Bitto Storico.

L’autore, Michele Corti, è ruralista, professore di Sistemi Zootecnici e pastorali montani presso l’Università degli Studi di Milano. Dedica la sua attività allo studio, alla valorizzazione e alla tutela dei sistemi zootecnici e pastorali alpini: paesaggi, pascoli, razze autoctone, prodotti, elementi identitari. Sul suo sito (ruralpini) si presenta come ‘na crapa ribell. Alla presentazione prenderà parte anche Piero Sardo, presidente della fondazione Slow Food per la biodiversità.

Giovedì 15 dicembre, ore 18.30
Open Care Café (ex FM Frigoriferi Milanesi)
Via Piranesi 10, Milano – mappa
Ingresso gratuito

Info: p.bolzacchini@slowfood.it

Annunci

2 risposte a ““I Ribelli del Bitto” a Milano

  1. c’e’ un vantaggio a follouare fanatici bloggari localistici 🙂 … si impara sempre qualcosa su un formaggio che piace ma che, temo, ho sempre mangiato quasi inconsapevole

    • Il Bitto, oltre ad essere un gran formaggio, è un prodotto con dietro tanta storia e tante storie.

      Lo si può mangiare in maniera “inconsapevole” apprezzandolo molto. Lo si ama ancor di più se si conosce dove/come/chi lo produce.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...