Dieta e Cervello

Dice il saggio: di buone intenzioni sono lastricate le vie dell’inferno. Questo proverbio potrebbe urtare la sensibilità di tutti coloro che hanno iniziato una dieta e hanno smesso subito dopo. Si inizia con i migliori propositi – perdere qualche chiletto di troppo, mangiare più sano – ma si finisce immancabilmente per cadere in tentazione, consolandosi con il pensiero che la vita è una sola e bisogna godersela fino in fondo: la dieta si inizia sempre domani. Se pensate che la vostra sia solo mancanza di buona volontà o se temete di essere dei golosi incorreggibili, sappiate che esistono diversi meccanismi psicologici che minano alla base i vostri migliori intenti.

Indubbiamente, i piaceri offerti dalla tavola, soprattutto quelli che stimolano la preferenza innata per il sapore dolce, sono molti, tuttavia il vero problema non dipende solo dalla disponibilità fisica degli alimenti, ma dal nostro modo di ragionare. È la decisione di evitare certi cibi o di mangiare meno a mandarci in crisi. Sopprimere un pensiero, infatti, conduce solo al risultato opposto.

Per fare un esempio, alcuni ricercatori hanno misurato il consumo di cioccolata all’interno di due gruppi, composti sia da maschi che da femmine. In entrambi i casi, i più “golosi” sono stati quelli a cui era stato chiesto inizialmente di non pensare di mangiare cioccolata. Il pensiero per il “proibito” e la preoccupazione per quello che ci stiamo negando producono inevitabilmente un aumento del desiderio. Meditiamo su quello che non possiamo avere molto più del normale e quindi finiamo con il mettere in atto il comportamento ogniqualvolta si presenta l’occasione.

Come fare a resistere? Il saggio vi risponderebbe che bisogna prendere il toro per le corna. Perciò, se il problema è nella nostra testa, è lì che dobbiamo agire. Innanzitutto, si potrebbe provare ad “ingannare” il nostro cervello concentrandoci su quello che possiamo mangiare. La varietà per fortuna non ci manca: oggi si assaggia questo, domani quell’altro, dopodomani qualcos’altro ancora, continuando a “rimandare” l’appuntamento con il “proibito” – non lo neghiamo, lo facciamo solo aspettare un po’.

Se la pazienza non è il vostro forte, potete aiutarvi stilando un programma. È stato dimostrato, infatti, che coloro che sviluppano un progetto chiaro su come raggiungere un obiettivo, anche a lunga scadenza, come adottare un’alimentazione più sana, hanno maggiore probabilità di successo. La progettazione, infatti, consente di focalizzare l’attenzione su numero maggiore di opportunità e di mezzi per raggiungere i propri obiettivi, aiuta a sopprimere i dubbi circa le probabilità di riuscita e a ritrovare la retta via in caso di “smarrimento”.

Mi raccomando, però, niente obiettivi impossibili: meglio suddividere il percorso in piccole tappe che inseguire in un colpo la meta finale. Così la vostra alimentazione sarà caratterizzata da piccole soddisfazioni che aiuteranno a combattere frustrazioni e rinunce.

Elena Cadel
Psicologa ambientale, attualmente svolge il dottorato di ricerca presso l’università Bicocca di Milano sul tema alimentazione, cultura e sostenibilità.  Collabora con thebigfood curando la sezione Salute & Ambiente.

Bibliografia
-Conner, M., Armitage, C. J. (2002). La psicologia a tavola. Il Mulino, Bologna.
-Erskine, J. A. K. (2008). Resistance Can Be Futile: Investigating Behavioural Rebound. Appetite, 50, 2-3, pp. 415-421. -Fletcher, B., Pine, K. J., Woodbridge Z., Nash, A. (2007). How Visual Images of Chocolate Affect the Craving and Guilt of Female Dieters. Appetite, 48, 2, pp. 211-217.
-Fuhrman, A., Kuhl, J. (1998). Maintaining a Healthy Diet: Effects of Personality and Self-reward versus Self-punishment on Commitment to and Enactment of Self-chosen and Assigned Goals. Psychology and Health, 13, pp.651-686.
-Ogden, J. (2010). The Psychology of Eating: From Healthy to Disordered Behavior (Second Edition). Wiley-Blackwell,England.

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3 risposte a “Dieta e Cervello

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  2. sono molto utili anche le frasi di incoraggiamento (lo so che dirsi da sole certe cose fa un pò psicopatica…ma funziona!) e le gratificazioni per gli obiettivi raggiunti,anche se minimi,come ad esempio una maglietta nuova,un cosmetico etc..fa sentire più belle e aiuta l’autostima e la voglia di continuare!

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