Slow Food Day – 18 giugno 2011


Il cibo di qualità deve essere buono, pulito giusto. In tre parole è questo il manifesto di Slow Food, movimento culturale con più di 100.000 iscritti in tutto il Mondo. L’associazione, fondata nel 1985 a Bra da Carlo Petrini, festeggia il suo venticinquesimo anno di vita scendendo – sabato 18 giugno – in 300 piazze italiane per il primo Slow Food Day. Lo scopo della manifestazione è quello di far conoscere a più persone possibili il lavoro di SF, la sua filosofia e i tanti progetti avviati non solo in Italia.

A Milano, lo Slow Food Day avrà luogo nell’ambito del mensile Mercato della Terra dei giardini di largo Marinai d’Italia (zona corso XXII marzo). Dalle 9.00 alle 16.00 musica, poesia e parole saranno il contorno ai prodotti e alle testimonianze dei 50 piccoli piccoli artigiani e contadini lombardi presenti. Da segnalare anche il convegno Non mangiamoci le parole: vizi e virtù delle news sul cibo cucinate dai media italiani – dalle 10.00 al Cral del Comune di via Bezzeca 24 (a pochi passi dal mercato). Interverranno, tra gli altri, Alex Guzzi, giornalista del Corriere e Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia.

Programma e produttori presenti allo Slow Food Day Milano: mercatidellaterra.it

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4 risposte a “Slow Food Day – 18 giugno 2011

  1. Slow Food rivoluzionario?

    “Ci siamo mossi per difendere una bella novità, ossia il nuovo regolamento comunitario 61/2011, grazie al quale sarà possibile d’ora in avanti sequestrare oli sospetti di frode. Alcuni gruppi di potere particolarmente conservatori in Italia – Coldiretti, Slow Food e Unaprol – si sono vistosamente opposti lamentando il fatto che tale regolamento lede i consumatori e i produttori onesti. Cosa assolutamente non vera, lo garantisco”.

    parole di Luigi Caricato.

    http://www.cavoloverde.it/public/articoli/personaggi/573-intervista-a-luigi-caricato.asp

    • Non conoscevo questa vicenda da cui si denota in effetti un certo conservatorismo di SF. Anche in fatto di OGM, Petrini & soci, hanno spesso dimostrato di avere posizioni quasi oscurantiste… dalle quali mi sento decisamente lontano.

      Al netto di ciò e di altre ambiguità, continuo – comunque – a pensare che molte delle cose fatte/dette da Slow Food in questo quarto di secolo abbiano avuto veramente carattere rivoluzionario.

      Giacomo
      thebigfood

  2. è il termine “rivoluzionario” che non mi convince; certamente Slow Food ha “mosso le coscienze” ed ha riportato in auge temi delicati, spingendo alla riflessione e ad un consumo più attento, però ha anche spinto molta acqua verso i propri mulini, utilizzando gli stessi metodi di comunicazione contro cui combatte (la comunicazione deve informare non farti pubblicità).

    sintetizzando all’estremo: riconosciamone i meriti ma vediamone anche i difetti.

    • Intervento inappuntabile.

      Bisogna mancare di onestà intellettuale per affermare che Slow Food non abbia difetto alcuno.

      PS: termini come “rivoluzione” o “rivoluzionario” non mi piacciono troppo. Come ha scritto Calvino nel Barone Rampante: “I rivoluzionari sono più formalisti dei conservatori”.

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