Ristorante Manna

MannaPiazzale Governo Provvisorio, Milano – Tel: 02/26809153

L’ironia è una qualità che, troppo spesso, difetta a chi lavora nel mondo della ristorazione. Meno male che esistono personaggi come Matteo Fronduti, cheffone del Ristorante Manna. Già l’idea di battezzare la propria creatura con il nome di una pietanza (secondo la Bibbia) di origine divina dimostra una certa attitudine al gioco. Confermata, peraltro, dalla lettura della carta in cui appaiono voci come Uovo fortunato, Patata bollente, Diavolo di un gallo o Vai via dottore!. Oltre i divertissement lessicali, ciò che qui si può trovare, è una cucina di livello assoluto per Milano: contemporanea, fresca e fantasiosa.

Grande è l’attenzione per il particolare che Fronduti mette in ogni piatto. Le cotture sono al millimetro, le temperature semplicemente perfette. Pure le presentazioni sono impeccabilmente curate. A ciò si accompagna una creatività che punta più a togliere che ad aggiungere – questa ricerca della semplicità si manifesta in rivisitazioni intelligenti di piatti più o meno tradizionali. Non mancano comunque alcuni momenti di “lucida follia”.

Dal menù di primavera (l’offerta varia in base alle stagioni) si possono, per esempio, pescare: gli asparagi serviti con l’uovo e una soffice spuma di Grana Padano; una fantastica crema di patate con cappesante, briciole di pane e ‘nduja; i passatelli asciutti, ragout di alici crude, aneto e peperoncino fresco (Nel paese delle meraviglie); un originale Riassunto di fritto misto (con gambero, sgombro, baccalà, fiori di zucca, carote e onion rings); un budino super concentrato al caffè nero, fior di latte e caffè caramellato (Coppa del nonno). Oppure si può scegliere (con pari soddisfazione) qualcosa di più azzardato. Ma che è ‘sta robbba!?!?!?? è un secondo vegetariano di ispirazione asiatica costituito dal daikon (ravanello gigante bianco giapponese) cucinato alla plancia con mirin e polvere di wasabi, accompagnato dal bok choi, il cavolo cinese.

Del Ristorante Manna non ci è piaciuta molto solo la cucina, pollici in alto anche per l’accoglienza e la cortesia del servizio. A girare tra i tavoli, oltre ad una graziosa cameriera, è lo stesso chef che, a dispetto delle non rassicuranti sembianze da biker incazzato (munito di baffi di ordinanza), sprizza modestia, capacità comunicativa e gentilezza da tutti i pori. Nonché una sincera voglia di raccontare ogni creazione nel dettaglio.

Dopo tanti elogi, dobbiamo spendere per forza due parole su un paio di aspetti che non ci permettono di considerare la nostra (unica) esperienza qui del tutto positiva. Il pane innanzitutto: servito solo con i secondi, è stopposo e poco profumato. Sembra quasi industriale, di certo non preparato in casa. A lasciarci ancor più perplessi è la scarsa abbondanza delle singole portate. Ovvio che in un ristorante di questo tipo non ci aspettassimo di trovare porzioni camionistiche. Però nemmeno avere ancora fame dopo aver pagato il conto (in verità onesto) è piacevole. Urge, a nostro parere, un ripensamento di fondo: l’introduzione di un ampio menù degustazione potrebbe essere cosa buona e giusta.

Una nota finale riguardo l’ambiente: la selva di lampadari a forma di baloon che scende ad illuminare la piccola sala, e i cassetti appesi in modo spiazzante alla parete d’ingresso, confermano una certa vocazione del Manna alla stravaganza. Noi apprezziamo.

Foodometro™
•Cucina: fantasia e cura per il dettaglio. 8,5
•Ambiente: piacevolmente stravagante. 7
•Servizio: grande cortesia, passione e voglia di raccontarsi. 8
•Da Non Perdere: Patata bollente
•Da Evitare: pane
•Prezzo: 50 euro per una cena completa vino escluso.
•Giudizio Finale: cucina di ottimo livello. Qualcosa da ripensare per poter puntare ancora più in alto. 8

Giacomo Robustelli

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18 risposte a “Ristorante Manna

  1. Pingback: Ristorante Manna·

    • Boh. Forse siamo arrivati noi a stomaco troppo vuoto.

      O forse è colpa dei piatti che abbiamo scelto.Personalmente passatelli + daikon + coppa del nonno non mi hanno sfamato al minimo sindacale.

      Se ci fosse stato buon pane fin dall’inizio (e magari un piccolo appetizer) penso non ci sarebbero stati grandi problemi.

      PS: perchè il Fronduti non introduce un menù-degu bello ampio per noi stomaci senza fondo?

      Giacomo
      thebigfood

  2. effettivamente il prezzo onesto lo ha portato a restringere un pò troppo le quantità di alcune portate. io per soddisfarmi l’ultima volta ho preso 2 antipasti e 2 dolci (oltre a primo e secondo) ed al momento del conto non mi è venuto un collasso 😀

  3. Io in verità seguendo tutto il menù senza eccedere con la meravigliosa brisè devo dire, che mi sono alzato soddisfatto non parliamo della qualità che ormai è un must per questo chef e questo locale ma anche per la quantità che ho visto invece dalla recensione essere messo come punto di critica. Inoltre io che sono vegetariano non ho spiazato lo chef che è riuscito a soddisfarmi pienamente

  4. non c’è menu degustazione, ma c’è la possibilità di ordinare le mezze porzioni e assaggiare così più portate

  5. Concordo pienamente sugli elogi fatti allo chef tecnica, materie prime e cura nella presentazione mi sembrano davvero di alto livello.
    Sulle note negative invece non concordo del tutto:
    – sul pane devo dire che non l’ho mai assaggiato; “a vista” sembra effettivamente un pane “normale” ma forse è una scelta voluta nell’ottica della “creatività che punta più a togliere che ad aggiungere”.
    – sulle porzioni invece devo dissentire: anzi una delle cose che più apprezzo è la possibilità di avere mezze porzioni: solo così si riesce ad assaggiare tutto, dall’antipasto al dolce, uscendone sazi, ma non appesantiti.

    • Un paio di precisazioni:
      -sul pane: non sappiamo se per scelta o meno ma semplicemente non è buono. C’è di meglio in molti panifici milanesi.
      -sulle porzioni: come scritto nell’articolo noi abbiamo preso primo (intero), secondo (intero) e dolce (intero). Siamo usciti dalla porta del ristorante ancora affamati. Questo è quanto. Forse abbiamo lo stomaco extra-large senza saperlo… 🙂

      • oppure sono io ad averlo extra-small 😉
        in ogni caso, con buona pace dell’chef, penso sia importante che concordiamo sul resto 🙂

  6. Si assolutamente ,secondo me devi avere uno stomaco “importante”. Io ritornando oggi a mangiare e partendo dall’ antipasto fino al dessert sono veramente sazio e poi vedendo che continuate a soffermarvi sul pane vi dico ma mangiate la buonissima brisè!!!!

  7. Concordo completamente con the big food. La qualità è ottima ma le quantità non sono enormi. E’ l’unico ristorante dove riesco a mangiare dall’antipasto al dolce, personalmente preferisco così perchè in questo modo posso provare tutte le portate, però mi rendo conto che per un “mangiatore” più forte di me non possa bastare. Per quanto riguarda il pane (io sono allergica al lievito e quindi non lo posso mangiare) Fronduti ci ha detto che viene prodotto da un fornaio in zona al quale ha chiesto che sia di ottima qualità!
    E’ un ristorante dove torno sempre volentieri.
    Nadia

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