Ristorante Al Filò Bormio

filc3b2Via Dante 6, Bormio (SO) – Tel: 0342/901732

Quanto pesano le componenti diverse dalla cucina nella valutazione di un ristorante? L’interrogativo, nello scribacchiare su questo blog, ce lo poniamo in continuazione. L’interrogativo diventa ancora più pregnante per la recensione del Ristorante Al Filò di Bormio. Abissale, infatti, la differenza che corre tra gli interessanti piatti ideati dallo chef tiranese Max Tusetti e lo scalcagnato servizio in sala.

Crea non poche perplessità il fatto che in un locale di un certo livello – ben valutato dalla critica e secondo qualcuno addirittura in odore di stella Michelin – i camerieri abbiano modi di fare da osteria di bassa lega. Stridono non poco i toni e il tenore delle loro battute. Nel momento di ritirare i piatti vuoti dal vostro tavolo vi chiederanno con forte accento valtellinese: «spazzolato tutto?». Oppure: «era buono eh?».

Tragicomiche poi le “avventure” con il palmare utilizzato per le ordinazioni: problemi di ricezione impongono ai camerieri assurdi contorsionismi per riuscire ad inviare l’ordine direttamente alla cucina. A creare un certo fastidio è anche la raffazzonata gestione del famigerato doppio turno  che – per quello che abbiamo potuto notare nel corso delle nostre due cene al Filò – spinge  il servizio ad essere troppo sbrigativo nonchè scortese nel sollecitare letteralmente, verso fine pasto, a lasciare il posto ad altri.

Peccato. Peccato perché qui si mangia bene, a tratti molto bene. Tusetti è uno chef che sa infatti come valorizzare i prodotti della non troppo ricca gastronomia della Valle. In più ha idee e capacità tecnica. Particolarmente convincenti alcuni piatti su altri: lo speck d’anatra, servito con uno sfizioso burro aromatizzato al mandarino su un crostone di patate; le soffici quenelles di trota salmonata; i delicati tortelli ripieni di mele, segale croccante e amaretti; il freschissimo filetto di trota valtellinese in crosta di zucchine in salsa al limone. Tra i dessert spicca il cilindro di mela cotta, gelato al fior di latte e crema allo zabaione.

Invece qualche preparazione, a nostro modesto parere, andrebbe addirittura rivista: quasi banale il salmì di cervo accompagnato da una polenta che non entusiasma;  il cartoccio di pasta fillo con porcini trifolati e casera gratinato lascia a desiderare per l’eccessiva dominanza del formaggio che mortifica la bontà dei profumati funghi locali. Tutto il resto (pizzoccheri inclusi), pur non deludendo affatto, non suscita grandi sussulti.

Nell’attuale, sconfortante, contesto mangereccio di Bormio, Al Filò è sicuramente uno dei migliori ristoranti sulla piazza. Probabilmente il migliore. Con un servizio del genere in sala, però, è dura ambire a qualcosa di meglio di un primato prettamente locale.

Foodometro™
•Cucina: molti picchi e poche (sonore) cadute. 7,5
•Ambiente: un bell’ex-fienile tipico, troppo affollamento di tavoli. 6,5
•Servizio: tragicomico. 4
•Da Non Perdere: quenelles e filetto di trota
•Da Evitare: salmì con la polenta
•Prezzo: 40-45 euro a cranio con vino decente, discreto rapporto q/p
•Giudizio Finale: cucina di buono-ottimo livello, servizio disastrato. 6/7

Giacomo Robustelli

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