Identità golose 2011: il nostro racconto

Abbiamo partecipato a Identità Golose: la settima edizione del congresso organizzato dal giornalista Paolo Marchi ha visto sfilare sul palco i nomi più famosi della cucina contemporanea, italiana ma non solo. Le tendenze che sono emerse dagli interventi degli chef ci paiono chiare: si punta alla semplicità, a stupire meno che in passato, ad utilizzare ingredienti comuni e popolari. Da segnalare anche lo sdoganamento della pizza e dei grandi pizzaioli, elevati al rango degli stellati blasonati. Con qualche foto, e con ancora qualche parola, vogliamo raccontarvi più nel dettaglio cos’è stato IG 2011.

Il primo intervento a cui abbiamo assistito è stato quello dell’istrionico Davide Scabin del Combal.zero di Rivoli – nella foto sopra con Marchi. Dei quattro piatti che ha preparato ci hanno colpito in particolare la patata orizzontale (declinazione di cotture e di diverse varietà) e gli spaghetti pizza margherita, visivamente fantastici. 

Interessante pure la minimale capra alla rosa di Paolo Lopriore de Il Canto della Certosa di Maggiano. Quasi spiazzante per linearità il piatto e per toni misurati lo chef.

Il giapponese Tatsuya Iwasaki del ristorante Agli Amici di Udine ci ha stupito con un intelligente e millimetrico strudel scomposto accompagnato da un gelato alla grappa.

La giornata di lunedì è partita subito nel segno della pizza. Bello il confronto sul palco tra la classica napoletana di Gino Sorbillo dell’omonima pizzeria partenopea, la pizza al metro di Luigi Dalla Mura (Pizzeria Da Gigino di Vico Equense) e la pizza rivisitata (a destra nella foto sopra) di Simone Padoan de I Tigli di San Bonifacio in provincia di Verona.

Quindi è stato il turno di due dei pesi massimi della cucina italiana di oggi. Massimo Bottura, cerebrale come sempre, ha presentato, tra gli altri, un invitante Civet di Lepre. Piacevole e ottimamente realizzato il documentario su vita ed opere dello chef emiliano realizzato dalla moglie dello stesso e presentato sul palco. Niko Romito de Il Reale di Rivisondoli ci ha colpito molto positivamente per la sua timidezza e per la sua simpatia, nonchè per i  video che ha portato ad illustrare la preparazione di suoi tre piatti: capellini glassati ai porri, melanzana arrosto e gel di vitello. Tre preparazioni in cui l’abilità tecnica del cuoco abruzzese pare esprimersi al meglio.

Tra gli altri chef di cui abbiamo seguito gli interventi segnaliamo un Yoshohiro Narisawa di molto sotto le nostre aspettative (colpa del jet lag?) e un Mauro Colagreco, del ristorante Mirazur di Mentone, che ci ha impressionato con una particolare tavolozza di nature morte.

Gli stand di sponsor e produttori a corredo del congresso ci sono parsi mediamente inutili e fin troppo scenografici. Dello struscio pomeridiano tra le “bancarelle” di lusso ne avremmo fatto volentieri a meno.

Federica Pallavicini
Giacomo Robustelli

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4 risposte a “Identità golose 2011: il nostro racconto

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