L’Osteria di Lambrate

Via degli Orombelli 18, Milano
Tel: 02/70638310

Spinti dalla curiosità suscitata da un recente post di Visintin nel suo blog Mangiare a Milano, abbiamo deciso di provare per la prima volta L’Osteria di Lambrate, ex ristorante andino Picaflor. La cucina del locale, privata della storica cuoca, ha cambiato decisamente rotta ed è passata dall’etnico a una ricerca di piatti semplici e raffinati, grazie alla neoassunta giovane chef  Alice Delcourt.

L’ambiente del ristorante non spicca certo per bellezza. Pareti di un malinconico rosa abbinato a toni spenti di arancione incorniciano piccoli tavoli di legno, dai quali si può appena scorgere la cucina, nascosta dietro una porta invisibile tagliata nel muro. Leggendo su internet il menù (che cambia ogni mese) c’eravamo già fatti un’idea sui piatti da ordinare e abbiamo scelto a colpo sicuro i nostri antipasti: delle Bruschette al lardo bio servite con pere alla griglia e delle Frittelle di baccalà con crema di peperoni. Nulla da dire sul primo, preparato con un ottimo e saporito salume. Molte perplessità in più, invece, sulle frittelle di baccalà. Con nostro immenso disappunto, infatti, appena le abbiamo addentate abbiamo sentito un forte fastidio sotto i denti, o meglio, il gelo. Le frittelle erano palesamente decongelate e scaldate con poca cura.

Abbiamo cercato un riscatto nei primi che, purtroppo, non sono del tutto riusciti a  salvare la delusione dell’antipasto mal riuscito. Buoni e morbidissimi gli Gnocchi ai finferli e ricotta salata, meno entusiasmante il Risotto al Taleggio con mele verdi e rosmarino, in cui il formaggio sovrastava completamente gli altri aromi. Anche il dolce, una Torta al cioccolato fondente, mandorle e rhum con crema di cannella, era buono ma non indimenticabile. Insomma, una cena senza fuochi d’artificio e indelebilmente marcata dalla pesante gaffe iniziale.

Forse sarebbe da provare una seconda volta per esprimere un giudizio maggiormente oggettivo. Forse  le preparazioni che abbiamo assaggiato non hanno reso al meglio la cucina della chef di cui tutti parlano un gran bene. O forse era semplicemente la serata sbagliata. Vogliamo pensare che la cucina dell’Osteria di Lambrate non si limiti a quello che abbiamo assaggiato.

Foodometro™
•Cucina: dal tocco decisamente femminile, semplice e leggera.  Purtroppo con qualche caduta. 6.5
•Ambiente: la sala sotteranea dà un tocco claustrofobico. 6
•Servizio: gentile e sorridente. Tempi giusti. 7
•Da Non Perdere: l’ottimo lardo.
•Da Evitare: frittelle di baccalà malamente decogelate
•Prezzo: 25-30 euro a testa senza vini – molto onesto.
•Giudizio Finale: serata storta? Da riprovare con riserva. 6

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4 risposte a “L’Osteria di Lambrate

  1. Pingback: Back to Ratanà + Erba Brusca, Orto con Cucina « Thebigfood·

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