Chalet Ristorante Mattias

Via Canton 124, Livigno (SO)
Tel: 0342/997794

Livigno è un posto unico ed eccezionale. Sorge isolato ai 1816 metri sul livello del mare srotolandosi lungo l’omonima stretta valle. Tutto l’anno è metà d’elezione per orde di patiti dello shopping: dal 1910 è infatti zona extra doganale e gli svegli Livigneros – quanto  di più lontano dallo stereotipo dei montanari innamorati solo delle loro mucche – hanno saputo trasformare il povero paesello in un redditizio mega outlet di qualità. D’inverno (con le sue bellissime chilometriche piste) è il paradiso per sciatori e snowboarders, d’estate (con i suoi bellissimi chilometrici sentieri) è il paradiso per camminatori e mountain bikers. Livigno è un posto unico ed eccezionale anche perché ospita un ristorante unico ed eccezionale, paradiso per gli amanti della buona cucina, lo Chalet Mattias.

Aperto nel 2001 dallo chef livignasco Mattias Peri, questa piccola tavola (30 coperti) ha saputo conquistare nel corso degli anni le principali guide gastronomiche (punteggio di 80 per il Gambero Rosso, una stella Michelin dal 2009) e i blogger più esigenti (vedi Stefano Caffarri). Tale favore è senza dubbio giustificato in ragione di una alta cucina “creativa alpina”,  misurata e precisa ma in grado anche di lasciare a bocca aperta per originalità di alcune proposte.

Bandito il menù alla carta, diversi sono i percorsi degustazione, con possibile abbinamento di vini al bicchiere, che si possono seguire da Mattias. Personalmente abbiamo puntato sul Menù del buon ricordo (48 euro, le altre opzioni a costi poco superiori) con alcune varianti (le digressioni si pagano 7 euro l’una). Il  saluto dalla cucina ci arriva sotto forma di un soffice soufflè di polenta e funghi finferli. L’antipasto è invece un classico della gastronomia valtellinese, preparato senza troppe licenze poetiche, nella sua miglior veste: gli sciatt (frittelline di grano saraceno ripiene di formaggio) serviti su un letto di insalata e petali di bresaola sono infatti croccanti, caldissimi e incredibilmente leggeri – strepitose le materie prime con cui sono preparati, da urlo soprattutto il saporito formaggio casera prodotto da un artigiano della zona.

Attingono a man bassa dal territorio anche i primi piatti, pur volando più in alto per estrosità. Incredibili per equilibrio e cotture millimetriche i Ravioli di segale farciti di polenta cuncia su letto di porcini trifolati e scaglie di grana grosino. Meno entusiasmanti (giusto un filo in verità) sono gli gnocchi di ortica e timo con battuta di salsiccia, goduriosi assai per intensità e profumi freschissimi.

Le cime più alte si toccano però con i secondi. Il torello cotto sotto la cenere e accompagnato con un tortino di patate è un piatto che, senza retorica alcuna, resterà indelebile a lungo nei nostri ricordi di buongustai: l’insolita (super-precisa) cottura, dona alla carne una magnifica tenerezza e un sapore unico, mai sperimentato dal nostro palato in precedenza. Pure il guanciale di vitello stufato “all’antica”, servito con una spuma di patate è convincente: una volta sbafato senza indugi si vorrebbe continuare all’infinito la scarpetta volta a raccogliere una morbida, golosissima salsa.

Per chiudere è di certo appagante la Crème brûlée alle gemme di pino con salsa di rabarbaro, servita in un simpatico barattolo sul genere “conserve della nonna”. La piccola pasticceria è piuttosto classica, non certo da antologia, seppur non sfiguri troppo nei confronti del resto. La cantina è vasta e ben strutturata come si attiene ad un ristorante di tale livello, i ricarichi ci sono parsi (da ignoranti patentati in materia) decisamente onesti. Il conto finale (tra i 60 e i 100 a testa a seconda di diffrenti menù e bottiglie) è, tuttosommato, giusto in relazione al livello dell’esperienza.

Concludendo non possiamo quindi che inchinarci supinamente alla bravura dello chef Mattias Peri. Quando a fine pasto ci si ritrova a pensare di aver fatto una delle migliori cene della propria vita, non si può far null’altro.

Foodometro™
•Cucina: si vola altissimo per precisione, grazia e creatività. 9,5
•Ambiente: montanaro lussuoso senza fronzoli. 8
•Servizio: in sala c’è solo la moglie dello chef. Gentilissima. 8
•Da Non Perdere: torello
•Da Evitare: –
•Prezzo: giusto per il livello della cucina
•Giudizio Finale: una tra le migliori cucine ever provate. 9

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2 risposte a “Chalet Ristorante Mattias

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