Le Valli del Bitto

Con questo reportage vogliamo portarvi a scoprire le zone dove nasce il Bitto, il re dei formaggi valtellinesi, nonchè uno dei migliori prodotti caseari italiani. Negli ultimi anni è al centro di un’infuocata vicenda che vede contrapporsi chi il Bitto vuole continuare a farlo come e dove si è sempre fatto (l’ Associazione Produttori Valli del Bitto) e chi pensa sia meglio farne una versione più economica e spendibile commercialmente (il Consorzio di Tutela del Bitto DOP). Ci siamo già occupati della questione, quindi se non la conoscete e volete approfondirla vi invitiamo a leggere quest’altro nostro post. Ma ora bando alle ciance: è tempo di partire, quindi zaino in spalla e che il viaggio abbia inizio.

Le Valli del Bitto sono due: la Valgerola e la Valle di Albaredo. Si snodano  in parallelo tra di loro, quasi perpendicolari rispetto alla catena delle Alpi Orobiche e sono entrambe comodamente raggiuungibili da Morbegno, in bassa Valtellina (SO).

Dalla località di Pescegallo in alta Valgerola, dove finisce la strada carrozzabile, partono svariati itinerari di trekking. Più o meno lunghi e più o meno difficili, sono l’ideale per scoprire alcuni dei 21 alpeggi in cui si produce il “vero” Bitto.

Per godere di un’ eccezionale vista su tutta la zona, può essere interessante salire fino al Rifugio Benigni (2222 metri s.l.m.). Noi vi consigliamo di raggiungerlo seguendo il sentiero che transita dal passo di Salmurano (2 ore e mezza circa di cammino, un’ora in meno se si prende la seggiovia fino al Rifugio Salmurano). La fatica verrà ripagata anche da probabili incontri, spesso ravvicinati, con  gli animali selvatici che popolano queste montagne: nella nostro foto un giovane maschio di stambecco.

Terminata l’escursione e recuperata la macchina, è d’obbligo una gratificante sosta al punto vendita dell’ Associazione Produttori Valli del Bitto a Gerola Alta. Qui si può assaggiare e comperare, finalmente, l’agognato Bitto tutelato da un presidio Slow Food – i prezzi sono piuttosto alti (si parte dai 30 euro al chilo e si sale in base al livello di  stagionatura) ma la soddisfazione per il palato è senza pari. Piacevole poi chiacchierare con i responsabili, pronti a rispondere ad ogni vostra domanda sui tradizionali metodi di produzione e affinamento.

Da visitare le cantine, dove vengono conservate e stagionate centinaia di forme di Bitto a 17° precisi – è possibile acquistarle in anticipo e farle personalizzare secondo i propri gusti con scritte o dediche più o meno particolari. Questo eccezionale formaggio regge invecchiamenti lunghissimi: basti dire che abbiamo qui scovato una forma, addirittura, del 1996.

Informazioni
Valgerola: valgerolaonline.it
Valle di Albaredo: vallidelbitto.it
Escursione al Rifugio Benigni: waltellina.com
Associazione Produttori Valli del Bitto: formaggiobitto.com
Via Nazionale 31, Gerola Alta (SO)

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4 risposte a “Le Valli del Bitto

  1. A Morbegno una volta ho preso un bitto stagionato (possibile che fosse 24 mesi?!) che ancora sogno la notte … purtroppo a sud dell’Arno certi formaggi non arrivano …

  2. 24 mesi è possibilissimo, può arrivare anche a 15-20 anni se stagionato con tutti i crsimi!

    Fuori dalla Valtellina sono in effetti pochi gli indirizzi dove trovare il vero Bitto. Con Eataly vai sul sicuro, peccato non abbia ancora aperto al sud!

  3. Pingback: Piccola Guida alla Valtellina da Mangiare « Thebigfood·

  4. Pingback: Il Più Caro Formaggio del Mondo: Bitto Storico da Record | Thebigfood·

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