Ristorante Ratanà

Via Gaetano De Castillia 28, Milano
Tel: 02/87128855

Del Ratanà si è parlato tanto e bene. Non c’è blog gastronomico, giornale e rivista che non abbia fatto almeno un accenno a questo ristorante, inaugurato solo un anno fa. Nato dall’idea  dello chef  Cesare Battisti e del sommelier Danilo Ingannamorte, il locale è stato realizzato anche grazie alla collaborazione di altri soci, fra i quali l’attore Antonio Albanese. Spinti dalla curiosità, e vogliosi di poter esprimere la nostra opinione al riguardo, finalmente lo abbiamo provato anche noi. In generale non abbiamo avuto grandi sorprese rispetto all’impressione che avevamo del Ratanà leggendo le entusiastiche recensioni. A differenza loro, tuttavia, qualche nota negativa l’ abbiamo scovata. Nulla da dire sulla location, una bellissima palazzina anni ’50 originariamente concepita come magazzino ferroviario e da poco ristrutturata: sembra un’oasi nel deserto, circondata com’è da enormi e avvenieristici grattacieli in costruzione che rendono l’atmosfera quasi surreale.

Entrati dal cancello all’ingresso ed oltrepassato un giardino con giochi per bambini, finalmente si arriva alla piccola sala interna. L’arredamento è decisamente moderno e molto ben curato. Spicca la grande libreria nera (attraverso la quale si scorge la cucina) dove sono riposti alcuni vini, scatoloni e libri.

La cameriera che ci ha accompagnati al tavolo ci è parsa immediatamente titubante. E l’impressione è stata confermata lungo tutto l’arco della cena. Come abbiamo potuto notare osservando gli altri (più che professionali) camerieri siamo stati sfortunati noi. Forse era la nostra serata no dato che, tra l’altro, siamo stati gli unici nel locale a cui non è stato offerto l’appetizer di polpettine che già ci pregustavamo. Ci siamo consolati scegliendo un Barolo del 2005 da una ricca e variegata lista, con bottiglie provenienti per la maggior parte dal Nord Italia.

Arrivato il momento di ordinare, abbiamo scelto come antipasto l’Insalata di aragostelle con valeriana e aceto di lampone (delicatissima) e un piatto di Prosciutto dell’alta Brianza con Crescenza Vaghi, semplice, ma anche questo decisamente ottimo. Per quanto riguarda il primo, uno di noi è andato intelligentemente sul sicuro ordinando il celebre Risotto alla milanese con fiori di zafferano, all’altezza delle plurime lodi che gli vengono continuamente cantate e, anche a nostro parere, probabilmente uno dei migliori  risotti della Città.

Sorti diverse per chi si è buttato sul Risotto ai fiori di zucca: la delusione più cocente della serata. La consistenza e l’aspetto erano molto simili a quello di una minestra, così come il sapore complessivo dal quale non emergeva il profumo inconfondibile dei fiori di zucca. Addirittura il riso pareva scotto, sfaldato nei suoi chicchi. La tentazione di rimandarlo indietro è stata forte ma ci siamo fermati all’ultimo.

Abbiamo potuto dimenticare quell’infelice piatto grazie ai magnifici secondi. Avremmo volentieri provato la Costoletta alla milanese ma, purtoppo, non era presente nella lista della serata. Le nostre seconde scelte sono state comunque  azzeccate, grazie anche alla garanzia della qualità delle carni offerte dalla ‘macelleria dei Vip’ di Sergio Motta. Indimenticabile, per tenerezza e cottura perfetta, il Vitello Tonnato servito con tonde fettine adagiate sulla salsa. Lo stesso dicasi per i più particolari filettini di maiale impanati al mais con purè aromatizzato al cedro.

Da urlo il dolce, un Apple crumble con gelato alla crema, talmente buono che avrebbe meritato bis e tris. Per concludere il lauto pasto, ci è stata gentilmente offerta una grappa al miele accompagnata da alcuni dolcetti fatti in casa e serviti in un elegante cestino:  anche questi a dir poco convincenti.

Il conto (60 euro a testa) è stato più che giustificato dalla bontà della cena e dalla bottiglia di vino scelta (30 euro). Una volta tanto abbiamo potuto apprezzare la mancanza dell’odioso balzello del coperto. Peccato solo per le tre cadute di stile della cena: cameriera non sicurissima, appetizer mai arrivato e, soprattutto, il risotto ai fiori di zucca proprio sbagliato.

Insomma, rimaniamo allineati con le opinioni positive che tanti hanno speso nei confronti del Ratanà, ristorante assolutamente da provare. Solo ci  riserviamo  qualche perplessità: buono, ottimo, ma  ancora migliorabile.

Foodometro™
•Cucina: milanese moderna, come l’ha perfettamente definita Allan Bay. 8.5
•Ambiente: atmosfera affascinate e sala molto ben curata. 9
•Servizio: nel nostro caso molto lontano dalla perfezione. 5.5
•Da Non Perdere: Risotto allo Zafferano, Vitello Tonnato e Apple crumble
•Da Evitare: Risotto ai fiori di zucca

•Prezzo: 60 euro a testa per una cena completa di vino. Giusto.
•Giudizio Finale: tanti picchi, poche cadute. 8

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3 risposte a “Ristorante Ratanà

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