Guida del Gambero Rosso Milano 2010

Nonostante la crisi economica e i licenziamenti (illustri e meno illustri), nonostante qualche recente caso non edificante (come quello del ristorante Cascina Lenga), nonostante tutto, il Gambero Rosso rimane uno dei player più importanti nel settore dell’editoria e della cultura enogastronomica nel nostro Paese e non solo. Fanno parte dello sterminato impero: un canale televisivo, un portale internet, periodici, libri, scuole e soprattutto (rullo di tamburi) le guide, ancora oggi punto di riferimento imprescindibile per ogni italico buongustaio. Può quindi un blog che si occupa prevalentemente di cose mangerecce milanesi esimersi dall’esprimere un giudizio sulla Guida del Gambero Rosso Milano 2010?

Il libello, di circa 150 pagine, si occupa di tutto quanto è edibile nella città della madonnina e in buona parte della Lombardia. Grande rilievo, ovviamente, è dato ai ristoranti, valutati con il canonico sistema delle ‘forchette’ (una, due o tre secondo il grado di eccellenza) più il punteggio in centesimi. Trattorie e wine bar vengono soppesati in modo simile, rispettivamente con i ‘gamberi’ e le ‘bottiglie’ ma senza una votazione numerica. Etnici e pizzerie, sono semplicemente segnalati: scelta a dir poco miope, indice di un certo snobismo che troviamo francamente irritante.

Dando un’occhiata alle classifiche, sono poche le sorprese. Primi a pari merito con 92/100 sono infatti il mitico Dal pescatore di Canneto sull’Oglio (MN) e Villa Crespi di Orta San Giulio (NO): due veri e propri templi della cucina italiana conosciuti ed apprezzati anche a livello mondiale. Primo ristorante cittadino è invece il discusso Cracco con il punteggio di 89/100. Tra le trattorie, premiato il Caffè la Crepa a Isola Dovarese (CR) e l’Osteria della Viletta di Palazzolo sull’Oglio (BS).

Non solo ristoranti: interessanti sono le sezioni Mangiar sempre (che segnala i migliori aperitivi, bar, brunch e spuntini della città)  e Comprare (nella quale sono recensite gastronomie, pescherie, gelaterie, pasticcerie, panifici e fino fruttivendoli e negozi specializzati in formaggio o in cioccolato). Il capitolo relativo agli hotel, al contrario, non ci è sembrato assolutamente degno di nota.

La Guida del Gambero Rosso Milano 2010, pur essendo sicuramente un buon prodotto editoriale, confezionato con cura e professionalità, presenta alcuni difetti non trascurabili. Criticabile è soprattutto la smania di voler racchiudere in poche pagine tutto il variegato mondo enogastronomico meneghino e lombardo. Inoltre il sistema della simbologia associato alle recensioni rischia di ingenerare confusione nel lettore che si deve districare tra forchette, gamberi, bottiglie e chi più ne ha più ne metta.

Insomma, a nostro modesto parere, sarebbe da riconsiderare l’impostazione di fondo in maniera più razionale e lineare. Avendo ben presente che, il crescente strapotere del web in questo campo, impone alle guide che vogliono continuare con autorità a dire la loro, un incessante esercizio di messa alla prova. In un ambiente in perenne evoluzione.

Foodometro™
In
: le sezioni Mangiar sempre e Comprare
Out
: scarsa considerazione per etnici e pizzerie
Una buona guida dall’impostazione ‘vecchiotta’. Di certo migliorabile. 7

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2 risposte a “Guida del Gambero Rosso Milano 2010

  1. L’ho letta anche io e mi sembra una buona guida.

    Certo non si trovano consigli su ristoranti per tutte le tasche!

    Saluti,

    Matteo

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