La Cucina Italiana

La prossima volta che andrete dal giornalaio, buttate un occhio alla sezione delle riviste di cucina. Vi troverete davanti un mondo immenso. File e file di settimanali e mensili più o meno specializzati: Cucina no problem, Cucinare bene, Io cucino, Il mio vino, Sale e Pepe, Vie del gusto, etc. etc. Fare un elenco di tutte queste riviste sarebbe impossibile, così come è difficile sceglierne una fra le tante, storditi dalle copertine  dove piatti  succulenti fanno venire i crampi allo stomaco. Se volete delle ottime ricette con cui stupire i vostri commensali e magari farvi anche un po’ di cultura sull’ enogastronomia, l’unica scelta che potete fare è quella di acquistare il mensile La Cucina Italiana. Già dalla cura attenta della grafica si intuisce la profonda differenza fra questa e tante altre pubblicazioni simili. Non è un  giornale pensato tanto per vendere, magari grazie a un bel piatto buttato in prima pagina e seguito dal nulla assoluto. Non è un giornale dove troverete ricette improbabili, che mai vi azzardereste a preparare, come, ad esempio, i Tagliolini cinesi al burro aromatico (Io Cucino, Anno II, numero 12). E’ una rivista che sicuramente vi conquisterà, sia per la grande chiarezza nella descrizione delle ricette, selezionate a seconda delle diverse stagioni (niente dolci all’arancia a luglio), sia per le piccole e grandi notizie sulla cultura enogastronomica, racchiuse nelle rubriche ‘vino & olio’, ‘itinerario goloso’, ‘cultura e padelle’ e altre ancora.

Il fatto che non sia un giornale qualunque è facilmente intuibile pensando al suo fondatore, Umberto Notari, che nel lontano 1929 pubblicò il primo numero della Cucina Italiana. Notari era un giornalista e uno scrittore, che nel corso della sua vita era stato amico nientemeno che di Marinetti, celebre fondatore del Movimento Futurista. Insomma, una rivista con una (bella) storia alle spalle e che negli anni è riuscita ad affermarsi non solo in Italia, ma anche in paesi che di cultura gastronomica ne hanno davvero bisogno, come , fra gli altri, gli Stati Uniti e la Germania, dove è tradotta e distribuita dal 2007.

Il mensile, edito nel nostro Paese dalla Casa Editrice Quadratum,  è oggi capitanato da Patrizia Caglioni, passata, in qualità di direttrice, dai dilemmi delle donne grasse e bruttine delle lettrici di Anna, agli orli e merletti di Bella (settimanale specializzato sul lavoro a  maglia) e finalmente approdata alla Cucina Italiana nel 2006. Insomma, un bel salto di qualità, che ha  dimostrato di meritare, grazie al continuo e crescente successo della rivista, distribuita ormai in più di 100.000 copie al mese. Successo garantito dalla passione degli chef che vi collaborano, ideando e preparando i piatti descritti nel mensile, oltre che dalla redazione, cui spetta il difficile e gravoso compito di assaggiare tutto e verificare la qualità dei piatti. Nota di servizio: se volessero assumerci ci avvisino e in meno di un quarto d’ora saremo pronti in ufficio, forchette e coltelli alla mano, pronti a una giornata di duro lavoro!

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